Quante volte, alla vigilia di una conversazione telefonica, ci siamo sentiti dire la frase: “Volevo avvisarti che sei in vivavoce!”
E quante volte, invece, ci siamo protetti con la mitica domanda: “Ma sei in vivavoce?”
Dietro queste frasi si nascondono paure profondissime: la paura di farci conoscere davvero, di essere riconosciuti nel profondo, di esporci davanti a interlocutori inaffidabili che potrebbero non avvisarci della presenza di altre persone.
Persone che rischierebbero di venire a conoscenza di segreti, confidenze o addirittura di creare vere e proprie gaffe della serie: “Ti ho riferito cose… E tu non mi hai detto che ero in vivavoce!”
Ma perché tutto questo timore? Perché la tecnologia ci ha dato più voce, ma non sempre più pensiero e noi ci stiamo abituando a parlare… e a sparlare!
Questa società ci sta insegnando troppo a mostrarci e troppo poco a rivelarci. A fingere i nostri sentimenti, i nostri pareri.
Forse per non deludere gli altri ma anche per eludere la nostra coscienza. E invece dovremmo vivere tutto alla luce del sole.
Come sarebbe bello se i politici, durante il G7, si mettessero davvero in vivavoce con il mondo! Sentire i loro colloqui, le loro decisioni… ma soprattutto conoscere finalmente ciò che pensano davvero. Per poter condividere le loro idee oppure difenderci da loro.
E come sarebbe bello se i nostri amici più stretti, o le persone che amiamo, potessero parlare di noi senza preoccuparsi di dire: “Ma mica sei in vivavoce?”
Da questa riflessione nasce l’idea di “Vivavoce”. Uno spettacolo che affronta temi che spaziano dalle recensioni finte alle probabili conversazioni in vivavoce tra politici e popolo, tra fidanzati, tra chi promuove l’intelligenza artificiale e chi invece resta ancorato al passato.
Perché se dicessimo sempre quello che pensiamo, senza paura delle reazioni, non solo si scatenerebbero dinamiche comiche e paradossali, ma nascerebbero anche sprazzi di pura riflessione.
E allora ogni sera salirò sul palco in vivavoce. Dirò tutto quello che penso dei social, dei rapporti di coppia, della politica… senza fingere davanti al pubblico!
Alessandro Siani
L’Auditorium Conciliazione è un punto di riferimento completo per gli organizzatori e gli operatori congressuali nazionali e internazionali, offrendo un lavoro di squadra impeccabile dalla concezione alla realizzazione. Scopri tutti i nostri spazi.